Oggi è lunedì.

Settimana nuova ,  un tiepido mattino di fine ottobre , abbiamo cose nuove da dire .   Uno dei giorni passati , ero in cucina con Paolo e preparavo il supersugo per la solita pastasciutta , sempre puntuale quando c’è anche Arianna a tavola , ( e poi con Siria e Gigia ai piedi che aspettano le scarpette di pane insaporito) ; a un certo punto Paolo mi avverte che ha già messo l’acqua sul fuoco , ed io , concentrato sui dosaggi di ragù pomodoro e spezie , gli chiedo :  ce l’hai messo lo zucchero ?   “lo zucchero?”   Paolo  sa la ride apprezzando la spiritosata ;  che però tale non voleva essere ,  perché io in quel momento pensavo seriamente al sale , e così con altrettanta serietà ho chiesto all’acqua calda che mi spiegasse lei il perché di quella battuta , in apparenza scherzosa , ma che invece era una domanda importante ;  che forse la mia natura   –fra il comico e lo stupido-  cominci a piegare nella direzione peggiore ?   Dopo il pranzo ,  il caffè come al solito lo prepara Paolo ,  lo fa molto buono ; mi porge la tazzina è mi dice serio  “ci ho già messo il sale!” , stavolta sono io che me la rido per la battuta perfetta ed efficace ; però questo rafforza  la mia perplessità ,  perché io con quella mia sciocchezza  non avevo  nessuna intenzione di avviare uno sketch comico ,  sul quale poi Paolo ha saputo benissimo inserirsi ;  insomma ,  l’episodio si sarebbe potuto esaurire facilmente ,  sarebbe bastato da parte mia attribuirlo ad un indizio di rincoglionimento incipiente , data l’età ,  e tutto sarebbe finito lì …   Però non vorrei  farla finita così , con il banale e ovvio motivo del coglione ;  e sai perché Errì ?   Perché da un po’ di tempo a questa parte sono alle prese con i testi di Achille Campanile , e soprattutto con quelli di Luigi Pirandello ;   ti pare poco ?     Perché devi sapere che  con mamma  e con i tuoi amici  avevamo deciso il tema del prossimo tuo Concorso al Democrito ;   sarà   “Lo Specchio”!
Ed  ecco sorgere il pensiero sul motivo dell’equivoco :   il  rovescio delle cose , e il sentimento del contrario’ :  “ zucchero / sale  =  un aspetto speculare “;  mangiare la pastasciutta dolce e bere il caffè salato ,   si avrebbero due smorfie ,  e non sai se di riso ..  o di pianto ..

Ti sento soddisfatto :  il tuo Borges ,  le tue passeggiate per Buenos Aires , alla ricerca di suoi segnali ,  la scelta della sua statuina da portare a me , insieme al suo libro in originale , e poi l’averne parlato , e meditato il senso ;    gli specchi ,  i labirinti ,  le finzioni …
Ma per il Concorso , Borges non sarà sufficiente ,  perché i ragazzi delle Scuole forse non ne avranno una adeguata  conoscenza tale da  approfondire i discorsi ;  e allora …   allora eccolo un  Borges di casa ,   più familiare ,  più noto e quindi più trattabile :   è Pirandello ,  potrà essere  lui  il più  vero protagonista del tema ,  e ti garantisco che al momento giusto saprò parlarne ai ragazzi  :  della tua visione della poesia ,  di  Borges ,  e di  Pirandello …

Ciascuno a proprio modo , vedrai che i ragazzi sapranno corrispondere al Tema  e sono certo che ci sarà molta sostanza , vista la qualità che hanno espresso  nel Concorso precedente ;  ci sarai  tu  in  “copertina” ,  e ci saremo tutti noi ;  con una tua poesia ,  intensa ,  la più vicina alla poetica  pirandelliana  :

“  a  18  anni  devo decidere  se evolvermi
o  morire

poesia  forte ,   potente ,   poesia  solida
che  vuol  dire  tutto ,  ma forse
non  vuol  dire  niente  di più  di  quel
che  dice  “

Caro Enrico …  siamo qui  ,  con te …

Un Commento

  1. Maria

    Pirandello ci insegna l’ironia,bisogna sempre guardare se stessi con ironia ,altrimenti non viviamo più…Bisogna ridere delle proprie azioni,riuscire a guardarsi dal di fuori e vedere in noi stessi un altro,che a volte sembra non corrispondere con il nostro modo di essere ….Noi siamo così come ci vediamo ,come ci vedono gli altri ,ma alla fine chi siamo ?Pirandello docet :siamo “nessuno”,perchè l’uno si forma e si sforma nei centomila e alla fine diviene nessuno…..mi pace essere nessuno,perchè cosi non sono costretta ad identificarmi in una forma…. Io credo che Pirandello aveva ragione,quando ci identifichiamo nelle varie forme,non viviamo più,ma sopravviviamo,cosa ben diversa dal vivere …..ciao Sandro

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