Lunga estate,

 Lunga estate ,

 

 che continua , continua ancora …  continua nel tessuto di una sua propria poesia , che è un concetto , tutto da esplorare :  l’estate con le sue ‘smanie’,  quelle teatrali ‘goldoniane’ della villeggiatura , e prima e dopo le smanie più vere ,  nutrite di inquietudini e di tranquillità , di desideri e di ripugnanze :  concetti di poesia , mentale soprattutto ; … e che negli intervalli le zanzare facciano pure il loro mestiere …   Poi c’è la “poesia”,  il fare poetico  ,  i tre versi che tu hai lasciato  scritti una sera autunnale su un quaderno di scuola ,  il 9 ottobre 2003 ;  non serve che io li legga ,  li penso , guardo con occhi chiusi , come ascoltassi armonie ,  e  … provo  un senso che mi appare ogni volta come nuovo , anche se è sempre lo stesso :    il vuoto di una impossibilità che vi possa essere un seguito , non di quei tre versi ,   così compiuti da non poter andare oltre ,  ma di altre cose tue ,  cose scritte che potessero costituire  lo sviluppo del tuo percorso iniziato ;  avrei voluto leggerti anche a fronte di qualcuna delle tante  divergenze che propone la vita , o di una tua esitazione  a fronte di un bivio :  chissà se avresti seguito la guida delle “biforcazioni” di Borges ,  penso di sì ,  o se avresti deviato verso altri orientamenti .. ?       Ma qui il discorso si deve interrompere :  un giovane poeta che muore   [aberrazione della natura]   lascia un suo piccolo libro , una raccolta di germogli , versi che sarà il piccolo libro a ricordare  ,  senza un loro seguito …   Quando un giovane poeta muore , la sua poesia è la cosa viva che continua …

 

 “  una lunga estate   senza sogni

 

     sono morto

     e non me ne sono accorto  “

 

  Poi c’è il susseguirsi dei giorni ,  lenti ?  veloci ? ,  ma cosa cambia ? ,   conta solo il loro procedere in avanti :   il 18 ,  il 19 ,   il 20 …

 

 “ Speriamo che il settembre  ambrato , velato ,  mi aiuti a finire

  ( ma  perché  poi  deve  “ finire”?)    una poesia

  tinta di quella malinconia  vesprale

  a  me  tanto  cara ; “ 

 

 Ciao Enrico caro  ;  anche Paolo è qui con me  ..

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