Eccomi Enrico,

Pubblicato nel mese di gennaio 2012

Eccomi  Enrico,

finalmente  abbiamo ritrovato i contatti  ;  e ora che tutto sembra andare per il meglio ,  sto cercando di capire come veramente sono andate le cose .

Sia ottobre che novembre erano stati due mesi autunnali così caldi che io , senza indugi ,  ho continuato a vivere i giorni  con tutte le mie comode abitudini estive ;   e  andava avanti tutto bene così  ,   finché …   in una imprecisata e cornutissima giornata di dicembre ,  qualcosa mi ha fregato ;  e poi  va detto che non è stato  solo  un   ‘qualcosa’ ,  ma due ,  e  dopo un paio di settimane  ‘tre’!    Tre ‘qualcosa’,  meglio  dire con  parole povere : “tre fregature”.

In  breve :    si parte da una doccia calda , seguita da  improvvisi e violenti assalti di brividi di freddo , che in parte ancora si ripresentano ;   poi il persistere di una ostinata occlusione , ( proprio lì  dove immagini ,  era come se ci fosse  un tappo enorme di champagne) ;  pensa che la situazione si è risolta guarda caso  quasi  a Capodanno , ma che avventura! ;   e infine l’altra difficoltà ,  la terza , con  un’altro  tipo di uscite a stento ,  ma che ora  sta per concludersi …     Ed ora eccomi qua , già stretto fra  due braccia di una  pinza che faceva  male ,  poi messo in seria apprensione dal terzo disagio ,  ho percorso più di un mese in quasi  immobilità ,  pochi piccoli movimenti , sempre aderenti a una condizione “trasfigurata” , forse in peggio ,  che però  ora mi offre nuovi spunti di riflessione ,  e di condotta .

Ma andiamo con ordine :    quella cornutissima giornata di dicembre che mi ha fregato  è stata causata dalla mia eccessiva fiducia nelle notizie dei giornali :

 “ Paolo Zucca , veterinario ricercatore specialista in rapaci , consulente degli Emiri- Falconieri d’Arabia , afferma di non aver mai sentito da quando conosce gli uccelli ,  il canto primaverile dei verdoni a dicembre ; e che le modificazioni avvenute nell’autunno e inverno 2011  sono di tale entità da far cambiare la fisiologia della fauna italiana .”

Ecco , deve essere andata così  :    che una gran cima di rapa , con la sua fiducia nella scienza (che conosce poco o niente)  avrà pensato :  “ ora faccio il verdone , ho  anch’io il mio fischio primaverile! “  e allora avanti con la musica !  all’aperto   senza quell’aria secca del riscaldamento e senza i fastidiosi attriti dei tessuti di lana ;  avanti ,  incontro alla nuova evoluzione !    Un pensiero geniale , maturato  dopo giorni e giorni di abbondanti porzioni di gnocchi ,  pastasciutte e provole affumicate , senza bere un goccio d’acqua .    ( E poi ci vogliamo lamentare ?)

Ma intanto la scienza incalzava :                                                                                                        “ il Prof.  Mario Delogu , ricercatore di punta , Università di Bologna , appena tornato dalla Siberia diceva che quest’anno 2011  invece di -40  si è scesi  solo a   -12  a conferma di essere di fronte a una mutazione enorme.  Le gazze rimettono a posto i loro nidi normalmente a marzo ,  quest’anno sono lì da molto prima di Natale .    Dal mar Rosso arrivano le tartarughe , i barracuda , i pesci balestra  e altri .    La gente dice : chi se ne frega .  E sbaglia .”     Io invece sono stato quello che ha pensato di non sbagliare ;  e allora : “ datemi una medaglia !  Il mio regno occluso  e febbricitante , per una medaglia !”

Poi c’è stato il periodo  dello stato d’animo consapevole della sconfitta , difficile da  descrivere , depressivo per carenza di idee e distacco dei contatti con la tua parte viva ;  ogni avvenimento della giornata , costretto in quel letto e in quella posizione , sembrava essere privo di senso …   Ora , a cose superate , qualcosa di buono è rimasto :   bagliori di luce , su immagini , su parole in armonia , da porre sulla tela o sulla pagina …    fantasie visionarie forse  ;  erano momenti del grigio mondo dell’irrealtà …

Enrico ,  vedremo ,   e ne riparleremo …

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Pronto, …. Enrico, pronto !

Pubblicato nel mese di gennaio 2012

Pronto,  ….  Enrico,  pronto !….

Niente, …. ma che succede, Enrico …

Sono ore, …. e poi giorni ….  e settimane!

Mancanza di connessione? O insufficiente energia, …. non lo so …. pronto, Enrico? niente …

…. e il racconto di una memoria viva, è sfuggito di mano ….  mano impedita…

questa memoria smarrita, come si era formata, giorno dopo giorno?

Giorni di passi indietro … visioni sfocate …. dicembre?  Così dicono…

Tutto sembra fluido…

non una cosa che cambia e diventa un’altra …

no, è sempre la stessa … che va qua e là …

ma è sempre lei …

… Pronto, Enrico? … Niente …

Ogni giorno su un barchino che va …

con la speranza del giorno a seguire …

… ecco Jobim, meu Brazil :

O barquinho vai,

a tardinha cai …..

……

.…  la sera cala ….

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Oggi è 11

Pubblicato nel mese di novembre 2011

Sì , è l’ 11 , anzi , è l’ 11-11 , e ancora di più , è l’ 11-11-11 !  Enrico ,  oltre non si può andare  perché il calendario di questo mondo , qui dove sto ancora io ,  non lo prevede ,  perché non ci potrà essere un  22-22-22 ,  e di un giorno come quello di oggi non si prevede un  ‘bis’ .

E allora me la voglio vivere con intensità questa giornata speciale ,  senza smarrire  neanche un minuto con le fregnacce della TV e delle chiacchiere inutili ;  perché abbiamo riconosciuto  che è  un evento unico , quindi diventa naturale che io lo senta “vivo” più che mai , come può  esserlo  un giorno già sognato , in cui   “… ti viene concesso di tornare tra noi …!”

E ora ,  sei qui ,  eccola  l’irripetibile occasione per toccarti ,  farti una carezza ,  offrirti una noce  sbucciata come si deve ,  una castagna ben cotta ,  e un’altra ben ricomposta dopo averla privata di quel povero baco morto arrostito , poveretto ,  lui senza mai aver visto il sole .

 

E poi , poi c’è che oggi è una bella giornata di sole , calda ;  l’ottimo  clima  si accompagna al  calore interiore , quello mio ; che proprio l’altro ieri con mamma e tanti tuoi amici , abbiamo potuto parlare di te al  Municipio di Ostia ;  parlare per dei ragazzi germogli in fiore come lo sei stato tu , e parlarne anche agli adulti , alcuni in equilibrio precario ,  altri simili a castagne un po’ avariate  ma anch’esse figlie di Dio ;  però tutti insieme alla pari interessati e partecipi  a quello che sarà il tuo prossimo Concorso 2012 al Democrito .

 

Ma parliamo di noi , oggi che sei qui ;  ho liberato il divano-letto dai sovraccarichi di carte cartelle cartelloni e scatole , deciderai stasera in quale delle due stanze fermarti a dormire , tanto sono tutte e due con una radio pronta a recitare per te ,  e potrai scegliere la cassetta preferita ;  di nuove oltre al solito Derrick  ce ne sono due  di Fiorello : ‘Gran varietà’;  sono divertenti ,  sì che lo sono , quindi forse non sarebbero  l’ideale per addormentarsi presto , ma questa volta  non avremo fretta ,  al contrario ;  e poi …   vedrai ,   il sonno verrà ,   e come se verrà !    Viene sempre … .  .   .    .     .      .       .

 

Sarà la più vera,  viva ,  e bella di tutte le possibili  “buona notte!”…     ma ancora è giorno , non mettiamo fretta al tempo ; guardiamoci intorno ,  nello specchio ,  con gli occhi chiusi  ;

dimmi qualcosa di te ,  sono qui ,  ti ascolto .  conosco alcune lingue ,  so ascoltare anche … il tuo silenzio  .   .    .     .      .  ,  come tu sai ascoltare il mio . ..  …  ….   …..

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Oggi è lunedì.

Pubblicato nel mese di ottobre 2011

Settimana nuova ,  un tiepido mattino di fine ottobre , abbiamo cose nuove da dire .   Uno dei giorni passati , ero in cucina con Paolo e preparavo il supersugo per la solita pastasciutta , sempre puntuale quando c’è anche Arianna a tavola , ( e poi con Siria e Gigia ai piedi che aspettano le scarpette di pane insaporito) ; a un certo punto Paolo mi avverte che ha già messo l’acqua sul fuoco , ed io , concentrato sui dosaggi di ragù pomodoro e spezie , gli chiedo :  ce l’hai messo lo zucchero ?   “lo zucchero?”   Paolo  sa la ride apprezzando la spiritosata ;  che però tale non voleva essere ,  perché io in quel momento pensavo seriamente al sale , e così con altrettanta serietà ho chiesto all’acqua calda che mi spiegasse lei il perché di quella battuta , in apparenza scherzosa , ma che invece era una domanda importante ;  che forse la mia natura   –fra il comico e lo stupido-  cominci a piegare nella direzione peggiore ?   Dopo il pranzo ,  il caffè come al solito lo prepara Paolo ,  lo fa molto buono ; mi porge la tazzina è mi dice serio  “ci ho già messo il sale!” , stavolta sono io che me la rido per la battuta perfetta ed efficace ; però questo rafforza  la mia perplessità ,  perché io con quella mia sciocchezza  non avevo  nessuna intenzione di avviare uno sketch comico ,  sul quale poi Paolo ha saputo benissimo inserirsi ;  insomma ,  l’episodio si sarebbe potuto esaurire facilmente ,  sarebbe bastato da parte mia attribuirlo ad un indizio di rincoglionimento incipiente , data l’età ,  e tutto sarebbe finito lì …   Però non vorrei  farla finita così , con il banale e ovvio motivo del coglione ;  e sai perché Errì ?   Perché da un po’ di tempo a questa parte sono alle prese con i testi di Achille Campanile , e soprattutto con quelli di Luigi Pirandello ;   ti pare poco ?     Perché devi sapere che  con mamma  e con i tuoi amici  avevamo deciso il tema del prossimo tuo Concorso al Democrito ;   sarà   “Lo Specchio”!
Ed  ecco sorgere il pensiero sul motivo dell’equivoco :   il  rovescio delle cose , e il sentimento del contrario’ :  “ zucchero / sale  =  un aspetto speculare “;  mangiare la pastasciutta dolce e bere il caffè salato ,   si avrebbero due smorfie ,  e non sai se di riso ..  o di pianto ..

Ti sento soddisfatto :  il tuo Borges ,  le tue passeggiate per Buenos Aires , alla ricerca di suoi segnali ,  la scelta della sua statuina da portare a me , insieme al suo libro in originale , e poi l’averne parlato , e meditato il senso ;    gli specchi ,  i labirinti ,  le finzioni …
Ma per il Concorso , Borges non sarà sufficiente ,  perché i ragazzi delle Scuole forse non ne avranno una adeguata  conoscenza tale da  approfondire i discorsi ;  e allora …   allora eccolo un  Borges di casa ,   più familiare ,  più noto e quindi più trattabile :   è Pirandello ,  potrà essere  lui  il più  vero protagonista del tema ,  e ti garantisco che al momento giusto saprò parlarne ai ragazzi  :  della tua visione della poesia ,  di  Borges ,  e di  Pirandello …

Ciascuno a proprio modo , vedrai che i ragazzi sapranno corrispondere al Tema  e sono certo che ci sarà molta sostanza , vista la qualità che hanno espresso  nel Concorso precedente ;  ci sarai  tu  in  “copertina” ,  e ci saremo tutti noi ;  con una tua poesia ,  intensa ,  la più vicina alla poetica  pirandelliana  :

“  a  18  anni  devo decidere  se evolvermi
o  morire

poesia  forte ,   potente ,   poesia  solida
che  vuol  dire  tutto ,  ma forse
non  vuol  dire  niente  di più  di  quel
che  dice  “

Caro Enrico …  siamo qui  ,  con te …

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Lunga estate,

Pubblicato nel mese di settembre 2011

 Lunga estate ,

 

 che continua , continua ancora …  continua nel tessuto di una sua propria poesia , che è un concetto , tutto da esplorare :  l’estate con le sue ‘smanie’,  quelle teatrali ‘goldoniane’ della villeggiatura , e prima e dopo le smanie più vere ,  nutrite di inquietudini e di tranquillità , di desideri e di ripugnanze :  concetti di poesia , mentale soprattutto ; … e che negli intervalli le zanzare facciano pure il loro mestiere …   Poi c’è la “poesia”,  il fare poetico  ,  i tre versi che tu hai lasciato  scritti una sera autunnale su un quaderno di scuola ,  il 9 ottobre 2003 ;  non serve che io li legga ,  li penso , guardo con occhi chiusi , come ascoltassi armonie ,  e  … provo  un senso che mi appare ogni volta come nuovo , anche se è sempre lo stesso :    il vuoto di una impossibilità che vi possa essere un seguito , non di quei tre versi ,   così compiuti da non poter andare oltre ,  ma di altre cose tue ,  cose scritte che potessero costituire  lo sviluppo del tuo percorso iniziato ;  avrei voluto leggerti anche a fronte di qualcuna delle tante  divergenze che propone la vita , o di una tua esitazione  a fronte di un bivio :  chissà se avresti seguito la guida delle “biforcazioni” di Borges ,  penso di sì ,  o se avresti deviato verso altri orientamenti .. ?       Ma qui il discorso si deve interrompere :  un giovane poeta che muore   [aberrazione della natura]   lascia un suo piccolo libro , una raccolta di germogli , versi che sarà il piccolo libro a ricordare  ,  senza un loro seguito …   Quando un giovane poeta muore , la sua poesia è la cosa viva che continua …

 

 “  una lunga estate   senza sogni

 

     sono morto

     e non me ne sono accorto  “

 

  Poi c’è il susseguirsi dei giorni ,  lenti ?  veloci ? ,  ma cosa cambia ? ,   conta solo il loro procedere in avanti :   il 18 ,  il 19 ,   il 20 …

 

 “ Speriamo che il settembre  ambrato , velato ,  mi aiuti a finire

  ( ma  perché  poi  deve  “ finire”?)    una poesia

  tinta di quella malinconia  vesprale

  a  me  tanto  cara ; “ 

 

 Ciao Enrico caro  ;  anche Paolo è qui con me  ..

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